La facciata neoclassica color crema di Villa Olmo a Como vista dal lago, con colonne, statue sul cornicione e arcate al piano terra, il piroscafo bianco Patria ormeggiato davanti e la collina boscosa con altre ville alle spalle
La facciata neoclassica color crema di Villa Olmo a Como vista dal lago, con colonne, statue sul cornicione e arcate al piano terra, il piroscafo bianco Patria ormeggiato davanti e la collina boscosa con altre ville alle spalle. Foto: Civvì · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Chi guarda il Lago di Como dal battello vede scorrere, una dopo l'altra, facciate eleganti, darsene, terrazze e giardini che scendono fino all'acqua. Non è un caso né una moda recente: per secoli famiglie nobili, banchieri, collezionisti e uomini di governo hanno scelto il Lario per costruire le loro residenze di villeggiatura. In questo articolo proviamo a raccontare perché, e quali ville consigliamo di visitare ai nostri ospiti partendo da Limonta.

Una storia che comincia con Plinio

L'idea della villa sul lago è antichissima. Plinio il Giovane, nato a Como, possedeva sulle rive del Lario più di una villa e ne descrisse una, che chiamava Tragedia, posta su un promontorio altissimo che divide due golfi. Secondo una tradizione, quel promontorio sarebbe proprio quello di Bellagio, dove oggi sorge Villa Serbelloni. Che la tradizione sia vera o no, dice molto: già in età romana il lago era un luogo dove ritirarsi a vivere bene, lontano dalla città.

Perché proprio fra Sette e Ottocento

La grande stagione delle ville arriva però più tardi. Fra la fine del Seicento e l'Ottocento il Lago di Como diventa il luogo di villeggiatura preferito dell'aristocrazia milanese: abbastanza vicino a Milano da essere raggiungibile, abbastanza appartato da offrire quiete, con un clima mite che permette di coltivare piante delicate e giardini spettacolari. Le famiglie più importanti fanno a gara nel costruire e rinnovare le loro dimore, chiamando architetti di primo piano.

Con l'età napoleonica e poi con il Romanticismo il lago entra anche nell'immaginario europeo. Scrittori, musicisti e viaggiatori stranieri vi soggiornano e ne scrivono: fra gli ospiti di Villa Melzi, per esempio, si ricordano Stendhal, Franz Liszt e i coniugi Shelley. Le ville diventano così luoghi d'incontro, salotti e scenari per collezioni d'arte.

Le ville che consigliamo

Villa Melzi e Villa Serbelloni a Bellagio

Villa Melzi, a circa 4 km dalla villa, fu voluta da Francesco Melzi d'Eril, vicepresidente della Repubblica Italiana in età napoleonica, e progettata da Giocondo Albertolli a partire dal 1808. Il giardino all'inglese si allunga per centinaia di metri lungo la riva, con alberi secolari, camelie, azalee e sculture. Poco più avanti, sul promontorio, c'è Villa Serbelloni (circa 6 km): appartenuta agli Sfondrati dal Cinquecento e poi ai Serbelloni, dal 1959 è della Fondazione Rockefeller. Il suo grande parco, con sentieri e grotte artificiali realizzati all'inizio dell'Ottocento, si visita con visite guidate.

Villa Carlotta e Villa del Balbianello

Sulla sponda occidentale, raggiungibili in battello da Bellagio, ci sono due delle ville più celebri. Villa Carlotta, a Tremezzo, fu iniziata nel 1690 dal marchese Giorgio Clerici; all'inizio dell'Ottocento il collezionista Gian Battista Sommariva la arricchì di opere d'arte, fra cui sculture di Canova, e il nome viene da Carlotta di Prussia, che la ricevette in dono nel 1850. Il giardino botanico conta centinaia di specie, con molte varietà di azalee e rododendri. Villa del Balbianello, a Lenno, fu costruita nel 1787 dal cardinale Angelo Maria Durini su un promontorio dove sorgeva un convento francescano; oggi appartiene al FAI.

Villa Monastero a Varenna

Anche Villa Monastero, sulla sponda lecchese, si raggiunge comodamente in battello da Bellagio. La sua storia è curiosa: nacque come monastero femminile cistercense alla fine del XII secolo e solo dopo la soppressione, nel Cinquecento, divenne residenza privata. Fra Otto e Novecento il proprietario tedesco Walter Kees la trasformò in stile eclettico e ampliò il giardino botanico che corre lungo il lago. Oggi è della Provincia di Lecco, con casa museo, giardino e centro convegni.

Villa Olmo a Como

A Como, a circa 33 km, c'è Villa Olmo, la villa della nostra foto. Fu costruita fra il 1782 e il 1797 per il marchese Innocenzo Odescalchi su progetto di Simone Cantoni, e deve il nome a un grande olmo che si trovava sul terreno quando iniziarono i lavori. Dagli anni Venti del Novecento è del Comune di Como; nel 1927 ospitò l'esposizione per il centenario di Alessandro Volta. Il parco, ridisegnato nell'Ottocento, conserva alberi monumentali.

Come organizzare la visita

Molte ville e giardini aprono solo nella bella stagione e alcune richiedono la prenotazione: prima di partire verificate giorni, orari e biglietti sui siti ufficiali. Il nostro consiglio è dedicare una giornata alle ville di Bellagio, raggiungibili in pochi minuti d'auto, e un'altra al battello, combinando Villa Carlotta, Villa del Balbianello e Varenna. La sera, tornati a Il sole delle Grigne, il giardino e la terrazza solarium affacciata sul lago vi aspettano per il tramonto.

Il territorio dal vostro giardino

Una villa per famiglie e gruppi di amici fino a 6 persone, con vista sul lago e sul profilo delle Grigne.